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Mese: Ottobre 2015

I 3 motivi per scegliere la montagna in autunno: camminare, fotografare, raccogliere

L’autunno in montagna regala agli escursionisti magnifiche emozioni. I colori trasformano ogni particolare in un manto avvolgente di sensazioni calde, tenui, rilassanti.

Immergersi in questa stagione nella natura delle Alpi o degli Appennini significa godere di paesaggi unici da immortalare. Se in più hai la passione della fotografia, allora una gita domenicale o un intero weekend in montagna appagherà la tua voglia di obiettivo!
La possibilità di incontrare stambecchi e camosci, di scoprire le tracce del lupo e dell’orso, e di fotografare radure ricoperte da tappeti di foglie, funghi e castagne è una delle motivazioni fondamentali dell’andar per sentieri. Che soddisfazione tornare a casa con il cestino pieno!

Le Guide Iter e le Trek Map propongono percorsi impegnativi per escursionisti esperti e allenati, ma anche camminate facili per famiglie e principianti che amano andare a piedi alla scoperta della natura e dei luoghi più suggestivi d’Italia. Comode passeggiate, escursioni sui sentieri di montagna o in collina, in riva ai laghi e sulle coste, seguendo itinerari nella natura, in giro per boschi, vallate, borghi medievali, chiese e castelli per conoscere, senza fretta, tutte le ricchezze ambientali e storiche delle regioni italiane.

Buone escursioni!

Foto di Matteo Mazzali

Inverno sulle Dolomiti: le guide per scegliere al meglio la vacanza sulla neve

Se ami la neve, è ora di cominciare a pensare a dove trascorrere qualche giorno per la stagione invernale. Tanta neve e piste lunghissime fanno sì che ogni attività outdoor invernale nelle Dolomiti può esser praticata al meglio.

Sci di pista, sci-alpinismo, sci di fondo, snowboard, ciaspole, e tanto altro divertimento è assicurato sulle straordinarie cime innevate delle Dolomiti. Per tanti ospiti l’inverno è la stagione più bella e non rinunciano alla classica settimana bianca, e magari proprio per Natale e Capodanno!

sciare-Dolomiti-Cortina

Per molti sono le montagne più belle del mondo. Certamente sono le più amate e frequentate. “Piccole” se confrontate con i massicci più elevati d’Europa (la Marmolada raggiunge i 3343 metri, contro i 4807 del Monte Bianco e i 3905 dell’Ortles), ma sono famose grazie alla facilità di accesso e ai paesaggi.
A renderle uniche, però, sono le forme e i colori della roccia, che l’erosione ha scolpito formando torri, pareti e campanili. Il colore che varia tra il grigio, il giallo, il rosso e l’ocra le rende ancora più suggestive.
Da qualche anno l’UNESCO ha inserito le Dolomiti, i “Monti Pallidi” dei viaggiatori ottocenteschi, nel Patrimonio dell’Umanità. Ma anche il meno attento alla cultura e alla storia tra gli escursionisti, gli alpinisti, i turisti motorizzati e gli sciatori che le frequentano ha sempre avuto questa definizione nel cuore.
Ai piedi delle cime di dolomia, con le loro forme bizzarre, imbiancate dalla neve da novembre fino a maggio, si estende un paesaggio armonioso, plasmato da millenni di lavoro dell’uomo. I campi coltivati, i fienili, le chiesette, persino dettagli normalmente prosaici come le staccionate o i sentieri, quassù, sono ricchi di storia come i palazzi, le chiese più eleganti e i castelli.

E fondamentali sono i rifugi delle Dolomiti!

Oggi sulle Dolomiti sorgono tra i 500 e i 600 rifugi, un numero variabile a seconda che si includano o meno nell’elenco i punti di appoggio accanto alle strade. Circa la metà sono di proprietà del CAI, della SAT e dell’Alpenverein Südtirol, il resto appartiene a privati. Le dimensioni e il comfort di queste strutture sono molto variabili, come gli escursionisti sanno bene. Accanto ai rifugi in senso stretto esistono alberghi alpini non raggiungibili in auto, bivacchi e malghe ristrutturate a bivacco dove si dorme nel sacco a pelo, e si cucina autonomamente.
Il periodo tradizionale di apertura dei rifugi sulle Dolomiti va dal 20 giugno al 20 settembre, alcune strutture sono aperte più a lungo dall’inizio di giugno fino a ottobre inoltrato. Molte, nei pressi di strade o impianti di risalita, sono aperte anche nella stagione sciistica.

Le 3 regole d’oro dell’escursionista: preparazione, orientamento, minimo impatto

A chi si sta avvicinando all’escursionismo, dedichiamo queste righe di Stefano Ardito per iniziare al meglio questa affascinante attività. Buone camminate!

Preparazione

È bene ricordare che, con l’eccezione delle passeggiate più brevi, l’escursionismo è un’attività sportiva che richiede un minimo di preparazione fisica. Chi pratica altre attività “di resistenza” come la bicicletta, il jogging o lo sci da fondo non avrà alcun problema per accostarsi ai sentieri. Per i non giovanissimi che vivono una vita sedentaria è invece opportuno prevedere una visita medica e un programma di allenamento. Per chi conduce una vita piena di impegni, rinunciare per qualche settimana all’ascensore o all’auto può rivelarsi utile.
Camminare in montagna comporta anche un impegno psicologico. La fatica dovuta al peso dello zaino e al sole che picchia sodo d’estate, le discese in cui la mèta sembra non arrivare mai. Sulle Alpi come sugli Appennini capita di smarrire il sentiero segnato  o di dormire sul pavimento di rifugi strapieni. La disponibilità ad affrontare ritardi, imprevisti e situazioni scomode è essenziale per tutti.

Orientamento

Il problema dell’orientamento è uno dei più seri per gli escursionisti. Anche se si dispone di una buona guida, è fondamentale avere con sé una carta topografica della zona che si attraversa. Laddove presenti sul mercato, si può scegliere tra le carte in scala 1:50.000 e, tra le preferite dagli escursionisti, le carte in scala 1:25.000, le sole a consentire di orientarsi davvero sul terreno in caso di difficoltà, pubblicate da editori specializzati o dal CAI. In varie zone d’Italia occorre arrangiarsi con carte non sempre aggiornate, come le “tavolette” dell’Istituto Geografico Militare (IGM).
Per orientarsi utilizzando una carta topografica è bene innanzitutto fare un po’ di esperienza, esercitandosi a “leggere” il territorio su una mappa anche in un itinerario ben segnato e in una giornata di sole. Senza queste prove, in caso di nebbia, si riuscirà a fare ben poco. Aiutano a orientarsi una bussola e un altimetro, altri strumenti che è bene imparare a usare in anticipo.
Il GPS, che consente di fissare la propria posizione grazie a un collegamento satellitare, è sempre più diffuso tra gli escursionisti e rappresenta uno strumento molto prezioso soprattutto in caso di nebbia e maltempo.

orientamento

 

Minimo impatto

“Anche i rumori eccessivi che farete la sera al campo limitano l’esperienza di wilderness degli altri che affrontano questi sentieri” scrive la guida ufficiale del Grand Canyon. Anche se l’atteggiamento degli escursionisti è cambiato, è sempre bene fare attenzione a come ci si comporta sui sentieri. Urla e schiamazzi devono essere banditi, i rifiuti vanno riportati a casa, è bene tenersi sul sentiero principale evitando le scorciatoie che favoriscono l’erosione. Il fuoco dev’essere acceso solo nelle aree predisposte, e poi spento con la massima attenzione.
L’impatto sull’ambiente che si attraversa non è fatto solo di immondizie lasciate in giro. Se sulle Alpi non bisogna traversare i prati e i pascoli che sono preziosi per i montanari, nelle zone più remote del mondo bisogna rispettare la proprietà, la cultura e le tradizioni della gente, informandosi prima di partire o affidandosi a una guida preparata. Nei paesi islamici vanno evitati (anche per gli uomini) calzoni corti e canottiere. Nei parchi degli USA o del Canada, lasciare del cibo in tenda può portare a una visita inattesa da parte di un orso, seguita da una pesante multa da parte dei ranger.