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Mese: Settembre 2015

Consigli utili per programmare escursioni a piedi nelle Marche

I consigli pratici della guida I 50 sentieri più belli delle Marche di Stefano Ardito. Cosa sapere prima di mettersi in cammino nel magnifico territorio delle Marche.

Sentieri per tutti, o no?

Gran parte del territorio delle Marche è montuosa, e molti dei sentieri più belli hanno come meta una vetta. La maggioranza degli itinerari della nostra guida I 50 sentieri più belli delle Marche è alla portata di tutti, ma alcuni percorsi di montagna rendono necessario impegnarsi dal punto di vista fisico, e di fare attenzione alle condizioni del terreno.
Alcuni itinerari dei Monti Sibillini, del Conero e dei massicci calcarei del Preappennino si svolgono su terreno ripido e roccioso, e richiedono un’esperienza adeguata. I rari tratti attrezzati con corde metalliche vanno percorsi con l’attrezzatura da ferrata.
L’escursionismo richiede un po’ di preparazione fisica e psicologica. Chi pratica uno sport “di resistenza” come il jogging o lo sci da fondo non avrà alcun problema per iniziare. I non giovanissimi che vivono una vita sedentaria devono invece avvicinarsi ai sentieri con qualche precauzione, iniziando dalle gite più brevi e sottoponendosi eventualmente a una visita medica prima di mettersi in cammino. Il caldo, il freddo, un improvviso cambiamento del tempo possono creare qualche problema anche durante la passeggiata più breve. La disponibilità ad affrontare ritardi, imprevisti e situazioni scomode è essenziale per chi si avvicina ai sentieri.

Conero
Quando andare?

Solo una parte dei sentieri delle Marche può essere percorsa tutto l’anno. Gli itinerari di montagna sono liberi dalla neve dalla tarda primavera all’autunno, e richiedono nel resto dell’anno l’uso della piccozza e dei ramponi, delle racchette da neve (ciàspole) o degli sci da sci-alpinismo o da fondo escursionistico.
I sentieri della collina e della costa sono spesso piacevoli anche in pieno inverno, ma diventano problematici con il caldo dell’estate. Le alte stagioni dell’escursionismo collinare sono la primavera e l’autunno quando il clima gradevole, la buona visibilità, i colori delle fioriture e dei boschi creano ambienti e atmosfere suggestivi.

Cosa indossare?

La leggerezza e la comodità sono le qualità più importanti del vestiario dell’escursionista. Per muoversi nella bella stagione sulle colline, sulla costa o sull’Appennino marchigiano, la soluzione migliore è costituita da un paio di calzoni di tela, da sostituire con pantaloni più pesanti nei momenti più freddi. Chi d’estate preferisce i calzoni corti non deve dimenticare di portare anche quelli lunghi per proteggersi dai rovi e dalla macchia.
Una maglia in pile può essere indossata sopra a una camicia tecnica o a una maglia in tessuto traspirante. In caso di pioggia ci si può riparare con una giacca a vento o una mantella. Se non c’è troppo vento, anche un solido ombrello può fare miracoli.
È bene scegliere uno zaino di medie dimensioni, senza armatura esterna, e dotato invece di un’armatura rigida interna. Una parte dei 50 itinerari della guida può essere percorsa in scarpe da tennis o da jogging, ma il terreno sassoso e la possibilità di incontrare tratti scivolosi suggeriscono di usare le pedule da escursionismo con la suola scolpita. Nelle aree umide, o quando si prevede di incontrare molto fango, può essere utile sostituirle con un paio di stivali di gomma.

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto e mappa è descritto nella guida I 50 sentieri più belli delle Marche

trekking nelle marche

È tornata la guida escursionistica I 50 sentieri più belli del Lazio

Dopo il successo ottenuto dalla prima edizione del 2013, Iter Edizioni informa che è disponibile in edicola, in libreria e online la ristampa aggiornata della guida escursionistica I 50 sentieri più belli del Lazio

Stefano Ardito, l’autore, ce la presenta così:
“Le vette dell’Appennino e i laghi che occupano le caldere degli antichi vulcani, le scogliere a picco sul Tirreno e ciò che resta della Campagna Romana. E poi i castelli medievali e le abbazie, le necropoli etrusche e le strade tracciate dagli ingegneri dell’Urbe. E naturalmente i fiori e i boschi, i cervi e gli aironi, i mille grandi e piccoli incontri con la flora e la fauna possibili all’interno e all’esterno delle decine di parchi e riserve naturali istituiti dallo Stato e dalla Regione nel Lazio. Sono questi, insieme a molti altri, i motivi d’interesse dei 50 sentieri che trovate descritti in questa guida. Un volume tutto nuovo, agile ed elegante, che cerca di coinvolgere il lettore appassionato di sentieri anche attraverso le immagini e i colori. Una guida che spiega come salire alle vette di Cima Lepri, del Terminillo e del Viglio, che racconta i tratti più belli della Francigena e degli altri sentieri dei pellegrini, che scende al livello del mare a Ventotene, Gaeta e a Sperlonga, che si spinge anche nel cuore verde di Roma.

Arrampicata-Gaeta

Per me, come per gli amici della Iter, però, questa guida è anche una tappa importante. Trent’anni fa, nel 1983, vedeva la luce la prima edizione di A piedi nel Lazio. Una guida che nel suo piccolo ha fatto storia, che ha avuto tre edizioni, che ha venduto decine di migliaia di copie. E che ha dato vita a una collana che ha via via interessato l’Umbria e l’Abruzzo, la Lombardia e il Veneto, la Toscana e il Piemonte, la Liguria e il Friuli, la Sardegna e molte valli delle Dolomiti. Altre guide sono state dedicate ai Parchi, ai rifugi, agli itinerari invernali. Fino a oggi, complessivamente, abbiamo descritto circa la metà dell’Italia, e oltre 5000 sentieri. Accanto a me, sono stati coinvolti in questo lavoro una ventina di colleghi e di amici. In questi anni, anche grazie al nostro lavoro, il Lazio dei sentieri è cambiato. Fa piacere, ogni volta che cammino in montagna o in collina, incontrare nuovi appassionati entusiasti.
Grazie, questa guida è dedicata a tutti voi.”

I rifugi del Friuli Venezia Giulia con la nuova guida per escursionisti e alpinisti

Stefano Ardito, autore de I 50 rifugi più belli del Friuli Venezia Giulia, ci presenta così la nuova guida:

“Che paesaggi di montagna, intorno ai rifugi del Friuli! E che atmosfere! Pensate al Pellarini e al Corsi, ai piedi di gigantesche muraglie rocciose. Allo Zacchi, dove una muraglia ancora più impressionante e compatta è seminascosta dagli abeti di una delle più belle foreste d’Europa. Al Maniago, che ha per sfondo la severa piramide del Duranno. Al Lambertenghi, a pochi passi da uno dei più bei laghi delle Alpi.
Offrono atmosfere più tranquille, e non di rado bucoliche, le tante malghe-rifugio della Carnia, da quella di Pramosio affacciata su Timau e la sua valle, fino al Casòn di Lanza sul suo solitario valico. Chi visita il rifugio Nordio-Deffar, ai piedi dell’Oisternig, viene premiato con la piena immersione nel bosco. Al rifugio Premuda, il più basso dell’arco alpino, va in scena la natura mediterranea della Val Rosandra e del Carso. Tra il rifugio Pelizzo e il Matajur, come tra il rifugio Grego e il Montasio, sono i panorami a emozionare.
A Ferragosto luoghi di vacanza come Sella Nevea, Cimolais, Forni di Sopra e Valbruna, restano a misura d’uomo. Per chi cerca dei sentieri spettacolari e tranquilli, le Dolomiti Friulane, le Alpi Carniche, le Alpi Giulie e le altre montagne del Friuli sono delle destinazioni perfette. Gli escursionisti e gli alpinisti che vivono ai loro piedi le conoscono bene, agli altri consigliamo davvero di andarci. Questa guida è rivolta a entrambi i gruppi.
I suggerimenti su come usare questa guida possono essere usati per qualunque zona dell’Appennino o delle Alpi. Che appartengano a una sezione del CAI o a un privato, i rifugi attirano, rassicurano, accolgono. I gestori, che spesso sono anche guide alpine, sono le migliori fonti di informazioni su sentieri, vie di arrampicata o ferrate. Anche lo strudel e la polenta, dopo qualche ora di fatica su un sentiero, o dopo aver schivato un temporale, hanno un profumo migliore.
I panorami e i larici, le fioriture e i ghiaioni, le apparizioni del camoscio e del cervo e i rari segni della presenza dell’orso vi ricorderanno di essere in una terra straordinaria. I resti di postazioni e trincee della Grande Guerra, frequenti qui come sulle Dolomiti, riporteranno alla luce una tragedia lontana, ma che è bene non dimenticare, mai.
L’invito è di andare, di faticare, di imparare ad amare questi luoghi. Di riportare con voi dei ricordi preziosi, da custodire con cura.”

Buon Friuli, buon Carso, buone escursioni per tutti!

La guida per le tue escursioni nelle Marche

Le Marche sono note nel mondo grazie alle loro città e ai loro borghi. I campanili e i palazzi, i panorami che spaziano dalla montagna alla costa. E poi la buona cucina e il vino, la proverbiale qualità della vita, i piccoli e grandi luoghi della fede. Ma le Marche sono anche una regione di natura ricca di itinerari da scoprire camminando con la guida I 50 sentieri più belli delle Marche.

Nell’interno si alzano massicci severi come il Catria, il Cucco, il Nerone, il Sasso Simone e il San Vicino. Verso sud, in vista del Lazio e dell’Abruzzo, chiudono la sfilata i Monti della Laga, con le loro foreste e i loro fossi di arenaria, affiancati dal calcare della Montagna dei Fiori. Cuore della montagna marchigiana sono i Monti Sibillini, che allineano sul confine regionale con l’Umbria le vette del Redentore e del Vettore, del Bicco, della Priora e del Berro, e le pareti calcaree del Pizzo del Diavolo e del Monte Bove. Completano il quadro lo splendido Lago di Pilato, le gole dell’Infernaccio, la leggendaria grotta della Sibilla, nei pressi della omonima cima. E i sentieri ricchi di storia che s’innestano sulla Salaria e sull’antica via della Valnerina, e che da Visso e dagli altri borghi raggiungono i santuari di Macereto e dell’Ambro.

Per merito del Parco, queste montagne ospitano oggi il camoscio appenninico e il cervo, il gatto selvatico e il capriolo, e predatori come l’aquila reale e il lupo.
Offrono panorami e incontri con rari uccelli marini, i parchi costieri del Conero e del San Bartolo e la riserva della Sentina, sul litorale sul confine con l’Abruzzo. Propongono emozioni di natura anche le gole di Frasassi e del Furlo, il Sasso Simone e il Simoncello affacciati su boschi e colline, e le bizzarre cime di arenaria, dal Monte Falcone all’Ascensione, che chiudono il paesaggio di Ascoli.

La Gola del Furlo dalla vetta del Monte Pietralata

In tutte le Marche, come ben sanno i camminatori di qui, la tradizione dell’andar per sentieri è viva e antica. Questa guida, scritta dopo trent’anni di scarpinate marchigiane, spera di suggerire delle mete interessanti ai locali come a chi arriva da lontano. Accanto a sentieri famosi, ho inserito dei percorsi inediti, e tre camminate urbane tra i monumenti e la storia di Urbino, Ascoli Piceno e Ancona.

Buoni sentieri e buone Marche, per tutti.
Stefano Ardito